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Las Vegas Style

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Vivo a 2050 metri di quota, questo lodge è la mia casa, ci arrivo in cabinovia da San Cassiano, da La Villa in Badia passando dal Piz La Ila, e da Corvara per il Piz Arlara, Boé o Col Alt, seguendo sempre per il Piz Sorega: la baita Las Vegas è lì, in cima al mio piccolo mondo.

Ci si arriva anche attraverso un sentiero di dieci km che dal villaggio conduce davanti alla mia porta, e si può usare una pista di slittino per raggiungere, invece, il paese che dista tre km…di puro divertimento tra i boschi. Ma se arrivarci è facile, andarsene non lo è altrettanto!

Almeno per quanto mi riguarda è una scelta di vita: a proposito, sono Ulli, sportivo per passione e maestro di sci,  ex gigantista con oltre un centinaio tra coppe e medaglie vinte in piccole e grandi competizioni locali, instancabile biker dei quattro Passi dolomitici, Falzarego e Campolongo in testa, tanto per mantenermi allenato in estate. Sono anche un rider, appassionato di trial, cross, motoslitte, e tutto ciò che posso guidare.

Dicono che il Piz Sorega senza la baita rifugio Las Vegas sarebbe come una giornata di sci senza sole, invece qui si sta sempre bene, ed è sufficiente amare la natura e i suoi elementi: quelli da toccare e sentire, come pietra e legno usati anche per arredare il “Vegas”, o la neve e il ghiaccio, l’erba dei prati che lo circondano, o la nuda terra; e quelli da ammirare dalle vetrate e dai balconi del lodge: il sole, la luce, panorami e tramonti, fino al sorriso della gente che qui si ferma in vacanza o di passaggio dal Sellaronda.

Questo mix mi dà gioia, passione di vita... Amo ogni centimetro delle Dolomiti, Patrimonio Naturale dell’Umanita Unesco, e naturalmente  del lodge: mi godo tutto senza stress, onestamente è questo ciò che vivono i miei ospiti. Tornano sempre, rapiti dalle emozioni che provano, dalla dimensione degli spazi, dal calore delle atmosfere diverse, dicono che sia anche un po’ merito della compagnia che trovano!

Anni di ricerche e mesi di lavori, undici stanze che affacciano sulle meraviglie del Saashônger e del Lagazuoi, del Sella e della Marmolada, cura e amore per ogni dettaglio: neppure il grande ramo a forma di cactus è lì per caso. È uno dei tanti simboli di questo luogo, unico, speciale, forse per questo gli ospiti lo sono altrettanto.

Las Vegas, come la città simbolo del divertimento, ma anche come “i prati” che circondano il rifugio quando non c’è la neve: un gruppo di americani chiudeva sempre la giornata con una festa qui, per questo continuo a vederlo e a chiamarlo Las Vegas: una location ideale per festeggiare la natura e la vita. Una ragione che da sola vale una vacanza, giusto?

Ulli